Il resto della mattinata lo passai in chiesa. Avevo molte confessioni da ascoltare.
La mattinata fu lunga. Ad un certo punto si inginocchiò Jacob.
-Padre mi perdoni perché ho peccato.-
-Il Signore ti ascolta. Parla figliuolo.-
-Padre forse dovrebbe ascoltarmi Lei.-
-Sono qui seduto accanto a voi Jacob, parlate pure.-
-Padre le è mai capitato di aprire il suo cuore ad una persona mai vista prima e rendersi conto di esserne completamente innamorato? È una donna splendida, ride alle mie battute, preferisce la mia compagnia alla solitudine del suo lutto.-
-Jacob, fermati.-
-Padre, io devo sapere come fare, non posso perdere sua sorella.-
-Non è con me che ne devi parlare.-
-Io vorrei sapere da voi se questo mio sentimento vi offende-
- È ad Alice che lo devi chiedere. Tu mi offenderesti se mancassi di rispetto a lei e con questo se non hai intenzione di confessarti per eventuali pensieri impuri io avrei altri devoti di cui occuparmi.-
-Voglio confessarmi…-
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Fui chiamato da Alice per il pranzo.
Lasciai il mio sagrato per andare a casa. Bella aveva cucinato tutta la mattina, era particolarmente indaffarata quando notai la tavola apparecchiata per quattro.
-Che buon profumo Bella, siamo in tanti oggi a pranzare?-
-Si è fermato Jacob, ho chiesto io di aiutarmi in qualche mestiere in più stamani, c'è qualche problema?-
-No, Bella sei la padrona di casa e sta a te prendere queste decisioni.-
L'abbracciai da dietro, era intenta a girare il minestrone sul fuoco. Volevo a tutti i costi un contatto con lei.
Mi piaceva sentire il calore del suo corpo.
-Edward…-
-Si…-
Il suo collo profumato era una calamita per il mio naso.
-Potrebbe entrare qualcuno…-
-Oggi studiamo un po’ assieme?-
-Certo Edward…-
Inspirai più aria possibile e mi staccai da lei.
Sentii delle risa arrivare dal giardino e mi affacciai alla finestra.
Mia sorella e Jacob stavano entrando fianco a fianco e non mi sfuggì vederli mano nella mano.
-Ci credi Bella se ti dico che i miracoli avvengono?-
Lei alzò il viso dalla pentola e mi scrutò incuriosita.
-Vedrai con i tuoi stessi occhi…-
Ci sedemmo a tavola e, quando Bella si girò verso il tavolo per posare la pentola, notò le mani intrecciate degli altri due commensali.
Trattenne un sorriso.
Era tutto così strano e buffo. Fino a pochi istanti prima Alice aveva sul viso una smorfia di rabbia, poi, come se avesse visto il sole per la prima volta, sfoggiava un sorriso che le riempiva il volto.
La potenza dell'amore? Non saprei, mi piaceva però vedere mia sorella allegra. Una piccola apertura.
Chissà se avrebbe riservato questo sorriso anche per un fratello perduto. Di sicuro durante tutto il pranzo non potei scoprirlo. Non mi degnò neanche di uno sguardo, ma lasciai correre. Mi attendeva un bel pomeriggio con la mia dolce Bella.
Terminato il pranzo Alice e Jacob uscirono di casa con la scusa di dover curare il giardino e l'orto. Io aiutai Bella in cucina.
Dopo un buon caffè bollente ci accomodammo in biblioteca.
In quel periodo Bella aveva cominciato a leggere l'Inferno di Dante.
Era sempre spettacolare la sua voglia di conoscenza, ma decisi che per un pomeriggio ci serviva della leggerezza. Era il primo momento dopo tanto tempo che potevamo contemplarci in totale libertà da sguardi indiscreti.
Cercai subito un verso che aveva ispirato molti amori. Volevo renderlo nostro affinché capisse che il mio amore non era un gioco, ma un qualcosa di reale e fortemente sentito. Così cercai direttamente il canto Quinto, quello dove si descriveva il girone dei lussuriosi. In particolare, si parlava della tresca di due personaggi i quali, leggendo il libro che spiegava l'amore tra Lancillotto e Ginevra, trovarono calore in un bacio tremante che diede inizio alla loro passione. Un po’ come i nostri primi baci. Quelli ai quali ero venuto meno, ma che non mi pentivo di averle dato. Mi avevano scaldato il cuore facendomi capire cos'era l'amore. Cominciai a leggere…
"Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fuor porte."
Queste parole accesero il suo viso. La vidi rimanere in assoluto silenzio.
-Edward com'è possibile che l'attrazione innocente, "l'amor cortese" si trasformi in peccato degno dell'Inferno?-
-Devi sapere che Dante, richiamato alla realtà da Virgilio, "Che pense?", infatti rivelerà una parte dei pensieri che lo stavano assillando e chiederà a Francesca una spiegazione su come questo sentimento si sia potuto trasformare in peccato. In realtà Dante non vede una colpa nella pulsione amorosa, ma vede nascere il peccato quando nell'attuare questa pulsione si viene meno ai precetti morali, come quello sulla fornicazione nell'adulterio.-
La vidi assorta a queste mie parole.
-Dimmi tutto anima mia. Cosa non trova pace nel tua testa in questo momento?-
-Per questi due innamorati galeotto fu un libro, e per noi? Si può dire che galeotto fu la mia sbadataggine?-
E rise.
-Si accende il sole sul tuo viso quando mi sorridi.-
-Edward, sei tu il mio sole, il mio calore, il mio amore.-
Mi inginocchiai davanti a lei.
-Quando il tuo cuore avrà guarito le ferite della tua recente perdita e non sanguinerà più, ti condurrò all'altare, diverrai mia moglie se ancora lo vorrai…-
Le mie mani presero le sue.
-Perché io e te non stiamo peccando, non siamo promessi ad altri. Ci apparteniamo. Ci appartiene quell'amore dolce e innocente che in pochi hanno la fortuna di trovare e di vivere.-
-Oh Edward, tu sei la mia roccia, la mia spalla, il mio domani, il mio sempre.-
-Ricordatelo quando ti farò arrabbiare…-
Rise ancora.
-Posso abbracciarti anima mia?-
Gettò la sua copia dell'inferno e allargò le braccia. Mi fiondai su quel divanetto a due posti. La strinsi a me. Sentivo il battito accelerato del suo cuore.
-Baciami-
Portai le mie mani sul suo viso di porcellana.
-Ogni tuo desiderio è un ordine per me…-
Mi impossessai delle labbra. Piano, casto e leggero. La sua lingua bussò alle mie labbra. Era vorace, ansimante e smaniosa di mangiarmi.
-Bella…-
Cercai di fermarla.
-Ti prego Edward ho bisogno di sentirti…-
Mi spiazzava ogni volta.
Si alzò, mi tese la mano offrendomi di seguirla.
Mi portò in camera sua.
Chiuse la porta dietro di se.
Corse a tirare le tende per chiuderle.
Tornò verso di me. Ero allibito, impiantato sul pavimento, impaurito dall'atteggiamento di quella pantera che improvvisamente si era impossessata della mia Bella.
Le sue braccia attorno al mio collo.
-Edward, non ti mangio, voglio solo accoccolarmi a te senza che nessuno ci possa interrompere mentre ci concediamo qualche effusione.-
I miei occhi impiantati nei suoi.
-Edward fidati di me.-
Le sue mani scesero a prendere le mie.
Cominciò a muoversi indietreggiando e portandomi con sè.
Arrivò al suo letto e si sedette.
Lasciò la mia mano per battere la sua sul materasso.
-Accanto a me amore mio.-
Mi sedetti sul letto e vidi lei che piano piano si sdraiava.
Con la mano carezzava il mio braccio appoggiato al materasso.
-Hai paura del tuo sole?-
Mi chiese con il sorriso sulle labbra.
-Mi fa paura il mio sole quando si illumina quando dovrebbe essere ancora addormentato.-
-Vieni a sopirlo allora.-
Mi sdraiai come lei voleva.
La sua mano carezzò la guancia.
-Mi piace la tua barba di qualche giorno. Ti rende ancora più oscuro, misterioso. Un vero lupo di mare.-
-Mia sirena lei mi attira più del lecito e qui su questo letto, stesi uno accanto all'altro, abbagliato dal suo splendore mi rende vulnerabile e fin troppo fragile, debole ed esposto al suo corpo. Voi siete la mia tentazione continua ed egoisticamente sto peccando di intenzione, perché vorrei non dover aspettare per sposarti.-
Mi fissò. Non so dire per quanto e io mi persi in quelle pozze profonde.
-Edward non c'è nulla che desideri più al mondo che sposarti. Lo faremo molto presto, ma ora regalami un po’ di te.-
Il panico si impossessò di me.
-Bella, sono uomo. Non ho mai vissuto certe esperienze, non so dove riuscirei ad arrivare o addirittura se sarei in grado di fermarmi.-
-Mi ami?-
-Si-
-Fatti guidare dall'amore che hai per me e se ti vorrai fermare capirò.-
-Voglio che tu sia mia in ogni senso prima di lasciarmi andare con te.-
-Io sono tua e sto parlando solo di carezze. Piccoli brividi nient'altro.-
Mi impossessai delle sue labbra. Ripresi il suo bacio assetato lasciato a metà in biblioteca. La spinsi affinché si sdraiasse sul materasso e io mi sistemai sopra di lei. Le carezzai il volto con delicatezza e devozione. La mia musa, la mia anima. Era solo mia ed vi avrei impresso un primo marchio quel pomeriggio.
La vezzeggiai scorrendo con le mani lungo tutta la sua figura e, come aveva predetto, il suo corpo si coprì di mille brividi nonostante gli abiti e le semplici carezze.
Così fu per me. Indossavo la mia camicia di cotone e i pantaloni neri di lana, ma le sue mani furono capaci di annullare l'effetto del tessuto portandomi in paradiso con le sue carezze. Percepivo il calore della sua pelle scorrere e irrorare la mia. Ogni singolo poro della pelle sembrava implorare, invocare e mendicare un secondo passaggio delle mani di Bella.
Fu un'esperienza indescrivibile, magica e unica. Le baciai il viso in lungo e in largo e godevo nel vederla bearsi di quelle effusioni da parte mia.
Il lutto le aveva portato dolore e aveva bisogno di un contatto familiare.
Richiedeva di essere protetta e amata per non sentirsi sola. Perché familiarmente era sola.
Aveva solo me. Non potei fare a meno di amarla ancora di più.
A suon di carezze e baci raggiungemmo un intimità tale che ci volle l'aria fresca e frizzante del mare per farci ridestare. Quando ci calmammo infatti Bella aprì la finestra di camera sua e si fermò a fissare il mare.
Il suo "elemento" lo definiva.
Mi alzai da quel letto e mi sistemai dietro di lei abbracciandola.
-Sei proprio una sirena. Anzi sai cosa penso? Che se tu potessi scegliere tra me e il mare vincerebbe lui.-
-Oh Edward, non potrei mai… Tu sei l'amore della mia vita… Non potrei scegliere per questo verresti in mare con me-
Ridemmo alla sua battuta e ci godemmo la brezza che arrivava fresca.
-Ti amo Edward. Sei tutto per me.-
-Piccola e dolce anima mia. Io sono qui con te ora e per sempre.-
Lasciò andare la sua testa contro il mio petto e rimanemmo così a lungo.
Buon San Valentino Anime Pie...
Spero vi sia piaciuto il nuovo capitolo...
e se non dovesse piacervi ...
...cliccate qua -----> Dr. Masen e Padre Edward <----
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Qui potete raggiungermi per ogni suggerimento/critica o dubbio!!!!
Sono a Vostra completa disposizione!!!!
Buona lettura e a presto!!!
Ringraziamenti:
Stefy per le sue favolose immagini!!!!
Katy per la celerità nella correzione dei Orrori grammaticali!!!!
Miky... Un raggio di sole in queste giornate buie!!!!
Chiaramente un ringraziamento anche a tutte voi che mi seguite, in tante e sempre di più!!!
Vi adoro!!!!
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