domenica, settembre 2

L'alba....



 

Piove. E' domenica e sono sdraiata sul divano.
Penso e scrivo. Scrivo di questi due personaggi che tanto amo.
Penso a loro e ai loro desideri e penso che ce la faranno.
Penso che riusciranno in tutto ciò che vogliono.
Perchè sono assieme e sono felici.

Alice e Jacob presto si faranno sentire, non abbiate paura,
penso solo tutti e quattro meritano il loro giusto spazio e racconto...

 

Non ho mai visto un’alba grigia come quella di Londra; il mio mare, anche nei giorni più bui, mi riservava comunque splendide sfumature e colorazioni vive. Il nero tempesta riusciva ad avere lampi di bianco e di grigio, incorniciati da sbavature rosse effetto dei riflessi del sole nascosto dai nuvoloni. Quando pioveva, le nubi si mascheravano del verde mare, dando l'idea, all'orizzonte, di infinito; immagini suggestive e sempre diverse.

La mia isola, il mio piccolo mondo, mi sembrava così lontano.

Scesi nel salone dove una giovane cameriera mi accolse.

-Miss, se volete seguirmi nella sala da pranzo le verrà servita la colazione-

Avrà avuto la mia età, ma di sicuro non ricordava la mia impacciataggine del primo incontro con Edward.

Altra differenza con il mio piccolo mondo.

E nelle orecchie mi risuonavano le parole del mio tutore, quando gli domandavo di raccontarmi un po’ della vita di città, "le ragazze di città crescono molto più rapidamente di quelle come voi, hanno più stimoli, vedono più gente e sono un poco più spigliate".

Quanto capivo ora le parole su Londra del mio tutore.

Caos e vita, lontano anni luce dalla pace e tranquillità di St. Agnes.

Mi trovai nella sala da pranzo in compagnia della mia futura suocera.

-Buongiorno Miss Isabella, avete dormito bene?-

-Buongiorno Mrs. Cullen, ho riposato magnificamente, grazie per l'interessamento-

-Venite a sedervi accanto a me, che cosa gradite per colazione?-

-Caffè, grazie-

-Bene, vi sarà servito subito-

Mi accomodai accanto a questa figura austera che osservava ogni gesto e il mio abbigliamento.

-Che ne dite Isabella di fare un salto nel pomeriggio dal mio sarto di fiducia?-

-Gliene sarei grata Mrs. ma il mio budget non mi permette abiti costosi-

-Questo non è un problema. Dopo ieri sera siete diventata una di famiglia e la famiglia si occuperà di voi-

-Vi ringrazio ma vorrei prima di tutto parlarne con Edward se non vi dispiace-

-Certo che no, sarete una moglie perfetta Isabella, ne ho parlato con mio marito e mi ha precisato che è molto fiero di voi e della vostra grazia. Temeva per il fatto che non foste all'altezza del rango a cui apparteniamo, ma la Vostra educazione ed il rispetto per le regole imposte lo hanno piacevolmente sorpreso ed è fiero della sua futura nuora-

Le sue parole erano coltellate ed affondi al cuore ma sapevo che per Edward era importante.

-Sono felice di queste vostre parole-

Mi venne servito il caffè. Lo prendemmo assieme ma circondate da un imbarazzante silenzio.

Quando finii mi congedai con la scusa della mia solita passeggiata. Salii verso le mie stanze quando Edward comparve dalla sua stanza.

-Buongiorno amore mio-

Ero già tra le sue braccia.

-Buongiorno mio futuro sposo-

-Dovevi andavi mia dolce sposa?-

-Volevo fare una passeggiata, così ero salita per prendere uno scialle-

-E desideri un po’ della mia compagnia?-

-Oh Edward, desiderare è poco…-

-Allora prendi il tuo scialle e aspettami di sotto, bevo un caffè, saluto mia madre che a quest'ora starà dirigendo le sue cameriere su ogni faccenda possibile ed immaginabile e poi usciamo-

-Certo Edward, tutto quello che vuoi-


_______

Il mondo intero, con Edward accanto, prendeva colore…..anche il grigiore della nebbiosa Londra. Passeggiavamo lungo i marciapiedi umidi, a braccetto, vicini, talmente tanto da creare scalpore.

Lui nel suo abito talare e io nei mie panni di umile isolana.

Ma a lui del mio abito non importava. A lui importava avermi accanto.

-Che ne dici di passare davanti alla cattedrale?-

-Londra è un mistero per me e qualsiasi posto andrà benissimo-

-Mia madre mi ha detto che devi chiedermi un consulto in merito a qualcosa che oggi vorrebbe fare con te. Di cosa si tratta?-

-Abiti, Edward-

-La tua profonda passione per questo genere di cose ti aveva resa così impaziente da non vedere l'ora di parlarmene-

-No Edward, passione a parte, mi vuole rifare il guardaroba e quando le ho detto delle mie modeste possibilità economiche mi ha riferito che avrebbe pensato lei a pagare tutto in quanto membro della famiglia-

-Bella, so che mia madre ed un ghiacciolo provengono dallo stesso luogo ma, a modo suo, ti sta dimostrando apprezzamento. Se tu vorrai farti fare qualche abito, rendila felice e partecipe della nostra vita-

-Lo farò, ma per te amore mio. Se questo vuol dire avvicinarti a loro, ne sarò ben lieta-

Il suo sorriso valeva più di qualsiasi risposta.

-Edward, posso chiederti una cosa?-

-Certo. Ma ti avverto mi hai già rapito il cuore per cui non posso dartene un altro!!!-

Era felice il mio uomo. Avrei chiarito i dubbi riguardo ad Alice ed il suo rapporto con la famiglia più avanti. Per cui cambiai domanda.

-Ho sentito molto parlare del St. James Park, il mio tutore mi raccontava di lunghi pomeriggi passati a leggere di fronte al lago nella pace più assoluta-

-Ai suoi ordini Miss Isabella-


E passeggiamo lungo il Mall fino ad arrivare alla prima panchina libera, un po’ nascosta dagli arbusti della folta vegetazione presente nel parco.

Edward mi fece sedere e poi si accomodò accanto a me, stringendomi tra le sue braccia e baciando le mie guance arrossate per il clima non proprio mite.

-Come siamo calorosi questa mattina?-

-Mi sembrava che la mia fidanzata stesse tremando-

E lasciò cadere le sue braccia sulla panchina lasciandomi sola col senso di freddo agghiacciante. Così presi le sue calde mani e le rimisi attorno a me.

-Hai ragione, qui devono stare-

-Oh Bella… Se solo fossimo soli, vorrei scaldarti con queste mie mani e riprovare il piacere provato su quegli scogli-

Le sue labbra furono sulle mie per un bacio furtivo.

-Dovrò aspettare il matrimonio per averti in modo intimo e terreno, e desidero che quel giorno si avvicini prima di quanto tu creda. Ma fino a quel giorno potrò solo rubarti baci nascosti tra le fronde e dedicarti lunghe passeggiate-

-Edward così non mi rendi il compito facile-

-Amore mio, presto, molto presto, tutto questo diverrà realtà. Ce la fai ad aspettare ancora un po’?-

-Ho bisogno di avere ogni tanto questi piccoli momenti solo per noi-

-Li avrai, mia dolce sposa-

-Edward, quando sapremo la data del matrimonio?-

-Tra un paio di giorni il vescovo ci comunicherà una data e da allora faremo il conto alla rovescia per il nostro rientro a St. Agnes, alla nostra vita-

-Non voglio rattristarti amore mio, ma tua sorella?-

-Alice in questi giorni dovrà affrontare i miei genitori da sola, noi potremmo starle accanto e fare in modo che Jacob non si senta solo in questa grande città, in questa difficile famiglia-

-Mi racconterai prima o poi?-

-Lo farà lei Bella, quando avrà bisogno di aprirsi con qualcuno cercherà noi, anche se penso che per certe cose preferisca parlare con te che con me-

Era una cosa più grande di noi questa. Ma le avrei dato tutto il supporto necessario.

-Ora Isabella rientriamo, oggi pomeriggio dovrai essere fresca e riposata perché mia madre accanto ad un sarto diventa instancabile-


Ora le mie gambe tremavano di paura!!

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