martedì, novembre 8

L'arrivo...



St.Agnes









A quest'ora del mattino è tutto diverso.
Pigro, spento. Ma silenzioso.

Così costando il mare infreddolito dal clima rigido di dicembre, mi trovo a gioire di questa breve solitudine.

Breve.

Tra poco raggiungerò la parrocchia e non avrò più molto tempo per vagare con la mente!
Sarò affaccendata a sistemare casa, chiesa e ad accogliere il nuovo pastore. 
Se penso che oggi avrei dovuto passare il mio tempo a leggere dei miei poeti preferiti, mi aspettava una sessione di letture di autori della mia terra. 
Oh… passavo ore a leggere Shakespeare, lui aveva nelle sue parole magia, amore e passione. E il mio tutore oggi mi avrebbe portato una sua opera da leggere durante il periodo delle tempeste. 
Si perché la nostra isola, St. Agnes non era facilmente raggiungibile quando si scatenavano le furie invernali del mar Celtico non permettevano alle navi di raggiungerci. Così dato che per settimane non avrei ricevuto altre letture mi aveva promesso di portarmi la commedia "Sogno di una notte di mezza estate".
Ma questo non fu possibile. 
Mia madre la Perpetua dell'isola, era costretta a rimanere a letto già da qualche giorno, aveva preso una brutta freddura e toccava a me fare gli onori di casa al nuovo parroco. Così due giorni prima del suo arrivo mandai al mio tutore una missiva nella quale spiegavo l'emergenza e la mia indisponibilità alla lezione.
Il vecchio parroco Padre Paul si era sentito male durante una delle celebrazioni domenicali. E mia madre lo aveva assistito in quei giorni di agonia. Fino alla sua morte. Mi madre si occupò di avvisare il vescovato, di preparare la salma per la traghettata verso la Gran Bretagna, ma questo non si limitava al solo corpo. Con dedizione aveva fatto rilegare in un unico fascicolo tutti i suoi documenti e tutto ciò che rimaneva di materiale da inviare alla diocesi .
Forse tra la fatica e il clima rigido provarono particolarmente la mamma. E così toccava a me.
Chissà chi ci avrebbero mandato a gestire queste poche anime. Ricordo il passo della lettera che il vescovo aveva inviato a mia madre, in primis per ringraziarla e poi per avvisarla che "in questi giorni di paure e di perdizione causati dai conflitti militari, il Signore si manifesti facendovi guidare da un suo mandante verso la salvezza eterna…"
Ed eccomi qua al posto della perpetua ad occuparmi di questo mandante.
Immersa in questi pensieri non mi accorsi di essere giunta davanti alla piccola e modesta parrocchia anglicana.
Davanti al portone della chiesa trovai due ceste di viveri e delle bottiglie di latte. Qualche buon isolano voleva dare il proprio benvenuto a questo uomo di Dio a modo loro. 
Giusto, pensai. 
Entrai in cucina, appoggiando sul grande tavolo centrale le ceste e il latte, mi accorsi che anche il buon vecchio Charlie aveva dato il suo benvenuto al parroco. Aveva accatastato due pile di legno esagerate. 
Altro buon gesto.
Decisi che era ora di fare il mio dovere. Tirando a lucido la chiesa e poi l'abitazione del parroco. Sistemai anche la stanza che usava mia madre. Quando faceva brutto tempo non tornava a casa. E fu la raccomandazione che mi fece la sera prima: "se il tempo peggiora figlia mia, chiuditi nella mia stanza senza disturbare il nuovo pastore."
In cambio avevo chiesto a Jacob il boscaiolo di farle compagnia se avessi dovuto fermarmi in parrocchia. Non mi andava di lasciarla sola.
Il campanaro fece suonare i rintocchi delle undici e poi mi raggiunse dicendomi che dato il maltempo che stava per arrivare non sarebbe più venuto.
Di li a poco sarebbe arrivato il traghetto. Prima dell'ora di pranzo, mi era stato riferito.
Così corsi in cucina e comincia a preparare il pranzo per il nuovo ospite.
Rimboccando di tanto in tanto il focolare mi perdevo a pensare di che secolo sarebbe stato il nuovo prete. 
Quanto flaccido e grasso potesse essere. Oppure, magari sarebbe stato un giovane pastore dal buon aspetto… 
Fantasie Isabella. 
Ma in fondo era parte di me fermarmi a sognare più del dovuto. 
Tornai alla pentola dove della profumata zuppa stava cuocendosi. Pensai di preparare del buon minestrone caldo per scaldare il suo corpo infreddolito. Per lo meno era quello che gradivo io in seguito a freddure o a passeggiate all'aperto particolarmente fredde.
Intenta ai miei compiti di cuoca sentii la voce di Jacob che mi chiedeva del pane e del formaggio da mangiare mentre tornava in paese. Risi del suo modo goffo di salutarmi e di raccomandarmi mille attenzioni. E se ne andò.
Qualche minuto dopo sentii di nuovo vociare in corridoio. Jacob non poteva essere, questa voce era di sicuro più moderata e soffice rispetto a quella del boscaiolo… 
Forse era proprio arrivato? Curiosa entrai in corridoio. E me lo trovai davanti. 
Un pulcino bagnato era meno zuppo d'acqua. 
Aveva cominciato a piovere e lui era stato sferzato da tutte le gocce che il nostro cielo grigio poteva scagliare. 
Non potevo credere a ciò che i miei occhi videro in quel momento. 
Un viso d'angelo attorniato di mantella nera e un cappello della stessa tinta, ma al di sotto della tesa del cappello due gemme verdi al posto degli occhi e due labbra rosse e carche come fragole di bosco da mordere e gustare.
Decisi di muovermi verso di lui. <Madame Renèe?> mi chiese…
<No sono la figlia Isabella, mia madre purtroppo è a letto a causa di un malore passeggero, ma non voleva farvi rimanere solo al vostro arrivo, così eccomi qua.>
Lui appoggiò i suoi due borsoni a terra. E cominciò a sfregarsi le mani arrossate per il freddo. 
<Venite Padre, c'è un caldo focolare che vi aspetta>
<Padre Edward> mi suggerì e poi mi seguì in cucina.
Come una brava padrona di casa lo feci sedere proprio davanti al focolare. Corsi a prendere i suoi due borsoni, i quali sarebbero stati più fortunati se immersi in mare e poi raccolti.
Decisi di portarli in cucina per salvare il salvabile asciugando con il calore del camino ciò che era possibile.
Non c'erano panni asciutti così decisi di guardare se c'era qualcosa di asciutto nei vari armadi di casa.
<E' tutto bagnato Padre Edward, le vado a cercare qualcosa di asciutto da poter indossare per la notte intanto che questi suoi panni si asciugheranno davanti al focolare>
<Grazie Miss Isabella>
Trovai delle vecchie tute, probabilmente i panni di Charlie, che teneva qua di scorta.
Presi due teli di cotone affinché potesse asciugarsi, e corsi da lui. Tremava come una foglia. Notai allora i suoi capelli ramati non proprio corti, appesantiti dall'acqua. Era girato verso il fuoco, così potei bearmi un po' della sua schiena larga e possente. I panni bagnati che indossava non lasciavano nulla all'immaginazione.
Mi ridestai e girai intorno al tavolo per arrivare da lui. Appoggiai sul tavolo i panni e i teli. E mi defilai per dargli tempo di svestirsi, asciugarsi e cambiarsi.

6 commenti:

Georgia ha detto...

E d'un tratto lo sentii mugolare...tornai in cucina di soppiatto e lo scorsi mentre si faceva spogliare dalle esperte mani della OnFire, la lavandaia del paese, che senza alcuna remora si prodigò ad asciugare con precisione ogni singolo cm quadrato di quella pelle che sembrava risplendere di fronte alle fiamme del focolare, quando lei le si inginocchiò di fronte non riuscìi a resistere e... OPS SCUSA PATTZ! mi sono fatta prendere...moooolto interessante come storia, mi incuriosisce parecchio Padre Edward brrr ho già i brividi, di piacere ovvio! Mi sa che devo leggermi qualche altro tuo scritto...sono piacevolmente colpita! Aspetto il seguito... love you!

mery robert ha detto...

Come inizio mi piace...ho un dubbio ma bella è la figlia del prete morto??? la mamma si e sentita male e ho collegato..forse mi sbaglio.aspetto il seguito.

StefySwan ha detto...

Moooolto carina!! mi piace...attendo il seguito!! e poi il fattore che è Prete è intrigante....prevedo uccelli di rovo!! grazie Pattz!!

Anonimo ha detto...

Letto!! Ce l'ho fatta, spero di non rimanere indietro (almeno con questa...)

Sarò perversa ma questa idea del prete m'intriga parecchio!!!!! Pirma o poi mi scomunicheranno...
Baci
Ila

annyna ha detto...

bene l'arrivo di padre Edward mi mette un pò d'ansia. Non so perchè ma ho la vaga sensazione che quest'uomo abbia una sorta di sofferenza. Come sono psicologaaaaa ahha okei mi dileguo prima di dire sciocchezze vediamo intanto cosa accade nel secondo capitolo ma la situazione, il contesto mi affascina e non poco. baci

Bonny77 ha detto...

mi piaceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee